Sono nato a Salsomaggiore Terme (Parma) nel 1955 e risiedo a Piacenza. Sono sposato dal 1978 con Graziella.
Ho una figlia, Margherita, e una grande passione: la politica, che per me significa lavorare per costruire il futuro della nostra comunità.
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martedì 19 luglio 2011

Intervento di Mario Spezia al consiglio Camerale della CCIAA di Piacenza 27/6/2011

in qualità di Consigliere della Camera di Commercio di Piacenza, durante la seduta dello scorso 27 giugno in occasione del dibattito riguardante l’Aggiornamento del Preventivo 2011 ed in relazione alla perdurante crisi economica che, non solo a mio parere, si aggraverà nel prossimo autunno, in un articolato intervento ho formulato alcune proposte operative.

Testo intervento

Da una decina d’anni le Camere di Commercio sono passate, con la riforma, da semplici sportelli periferici del Ministero dell’Industria a veri e propri consigli dell’imprenditoria e dell’economia locale.
Questo nuovo ruolo impone, anche al nostro Consiglio Camerale, la necessità di “fare un salto in avanti”, di guardare al di là della semplice “gestione” dell’esistente; dobbiamo infatti essere consapevoli che la grave crisi economica che ha travolto il nostro Paese, lungi dall’essere passata come ogni tanto affermato da organi di stampa compiacenti o disattenti, è tra noi e con il rischio non trascurabile di un aggravamento.
Dobbiamo quindi assumerci la responsabilità e l’iniziativa di pensare a come rendere più favorevoli le condizioni del fare impresa. Solo con imprese competitive e sane sarà possibile pensare una ripresa.
Quale luogo più appropriato del Consiglio Camerale (nel quale siedono i rappresentanti delle associazioni di categoria, dei vari settori economici, delle banche, dei sindacati e dei consumatori) vi è nel territorio per affrontare compiutamente un dibattito che possa portare, alla luce dei dati e delle necessità, a trovare le soluzioni più opportune?
Questo Consiglio deve oggi saper avviare un dibattito aperto e franco, nel superamento di egoistiche posizioni associative, capace di traguardare l’interesse di tutte le imprese piacentine, e capace di portare il proprio contributo esperienziale per il raggiungimento di un risultato di vitale importanza per l’intera nostra comunità.
Non deve quindi essere temuto da nessuno il franco e chiaro esercizio della democrazia partecipativa quale indispensabile metodo per la costruzione del bene comune; perché se da un lato possono risultare inconcludenti e privi di efficacia le risse che la politica Istituzionale ci riserva quotidianamente, dall’altro lato sono risultate ben più dannose e deflagranti, per l’intero sistema, le rapide e veloci decisioni di un incontrollato manipolo di manager senza scrupoli che, come è ampiamente dimostrato, hanno portato il mondo sul baratro della rovina.
Ed anche per il nostro territorio possiamo registrare come una decisione per nulla partecipata e dibattuta, come quella assunta dai vertici della Fondazione di Piacenza e Vigevano nel 2008 di acquistare il 18% della Banca Monte Parma, stia facendo perdere alla nostra comunità, nei fatti, una somma enorme (al momento la perdita non è quantificata, ma temo di non sbagliare parlando di decine di milioni di €); una valanga di quattrini che, se investiti in modo intelligente nelle banche locali, avrebbe potuto aiutare le nostre imprese a superare questi momenti di difficoltà.
Alla luce di tutto ciò e nella convinzione che i tempi molto duri che stiamo attraversando impongono alla classe dirigente (a cominciare da chi riveste gradi di responsabilità maggiore) una ritrovata assunzione di responsabilità (nella certezza, come ci hanno insegnato i nostri padri, che “ciascuno di noi ha un dovere rispetto alla società e ciascuno di noi ne deve rispondere perché nessun altro farà mai quello che solo noi possiamo fare”), propongo all’attenzione di questo Consiglio e della Giunta Camerale, che è chiamata ad assumere le necessarie decisioni, i seguenti punti di intervento attraverso i quali arginare e contrastare la crisi delle nostre aziende, punti che ritengo di assoluta pertinenza della nostra Camera di Commercio:
1. partendo dalla constatazione che la crisi economica sta generando un problema finanziario molto consistente alle nostre imprese (soprattutto di liquidità dovuta al protrarsi dei pagamenti) e che alla luce anche delle ultime difficoltà che stanno investendo il modo bancario tale problema assumerà ancora più evidenza, chiedo che venga data indicazione ai nostri membri presso la Fondazione di Piacenza e Vigevano affinché intervengano per fare in modo che una consistente parte del patrimonio, qualche decina di milioni di €, venga messa a disposizione delle banche locali (Banca di Piacenza, Banca di Credito Cooperativo di Creta, Banca Farnese e Cassa di Risparmio), secondo modalità e requisiti da concordare, a tassi e condizioni agevolate a supporto della liquidità delle nostre imprese;
2. altrettanta attenzione ai problemi finanziari delle nostre imprese deve essere rivolta direttamente dalla nostra Camera di Commercio: chiedo quindi che venga assunta la decisione di indirizzare i fondi a nostra diretta disposizione esclusivamente a sostegno del sistema imprenditoriale locale, abbandonando ogni forma di contributi elargiti che non siano direttamente necessari allo scopo (ad esempio: feste paesane, serate culturali ed eventi di vario genere), nella convinzione che il sistema attuale di contribuzione, con distribuzione a pioggia verso obiettivi – il più delle volte poco significativi - delle risorse acquisite attraverso il pagamento di oneri dalle nostre imprese, sia motivo di delusione e scoramento;
3. chiedo che in questa fase vengano anche abbattuti gli oneri camerali quale segnale diretto dell’attenzione che la Camera di Commercio rivolge alle proprie imprese;
inoltre, nell’auspicio che vengano ridotti al minimo gli impedimenti burocratici, che si aggiungono pesantemente alla somma di problemi che già affrontano quotidianamente le imprese, e ancor più oggi in questa fase delicata, oltre a richiamare i nostri uffici ad un ancora più attenta gestione dei problemi e delle richieste,
4. chiedo che la Camera di Commercio si attivi per avocare a se la gestione diretta dello Sportello Unico delle Imprese (da tempo messo in cantiere dalle Istituzioni ma che non ha mai preso il via) quale indispensabile volano a supporto delle aziende e quale unico reale strumento in grado di arginare la mole burocratica a cui sono sottoposte; essendo, questo strumento, in grado di abbattere concretamente, con la gestione di tutti gli atti territoriali in un solo ufficio, anche i costi aziendali;
infine, nella generale convinzione che uno dei gravi problemi che limitano il dispiegarsi di una sana realtà imprenditoriale sia dovuto alla mancanza, nel nostro Paese, di un vero libero mercato ed ancor più, nel nostro territorio, soprattutto in alcuni settori rilevanti (servizi/logistica, edilizia/costruzioni),
5. chiedo che venga costituita una commissione che si attivi per garantire la massima legalità e la leale concorrenza tra le imprese sul territorio, in grado di interagire direttamente con tutti gli Istituti preposti ed anche in base al comma 8 dell’art. 4 dello Statuto Camerale che cita: “Le Camere di Commercio possono costituirsi parte civile nei giudizi relativi ai delitti contro l’economia pubblica, l’industria e il commercio. Possono, altresì, promuovere l’azione per la repressione della concorrenza sleale ai sensi dell’articolo 2601 del codice civile”, si attivi, senza pregiudizi, per denunciare e condannare anche pubblicamente le situazioni più clamorose ed inaccettabili (perché questi episodi “criminosi” si insediano e prolificano anche e soprattutto nella “silenziosa accettazione” di una comunità e, più di ogni altra cosa, temono e devono, quindi, allontanare da se l’attenzione pubblica e la generale indignazione che ne scaturirebbe).

Per finire vorrei ricordare che per alcune migliaia di lavoratori (cassa integrati, lavoratori in mobilità, giovani a cui è stato interrotto il contratto, piccole imprese e partite IVA mai conteggiate nelle statistiche) e per le loro famiglie si profila un autunno denso di problemi ed un futuro pieno di incognite mai affrontate prima; il nostro compito, al di la del ruolo che pensiamo o non pensiamo di avere, è quello di essere in prima fila per traguardare e costruire il domani (questo è il compito della politica, anche economica – se sa fare il proprio mestiere); chiedo quindi a tutti noi, per i ruoli e le responsabilità che ci siamo impegnati ad assumere accettando questo incarico, di farci carico dei problemi senza attendere che qualcun altro sia li ad affrontarli; molto possiamo fare ed in tempi brevi, nessuno ce lo può impedire se non la nostra volontà.
Chiedo quindi a tutti uno sforzo supplementare per mettere a punto le soluzioni che ho provato a delineare, oltre alle altre che la singolare esperienza maturata negli anni da ognuno dei consiglieri può aiutare ad individuare, e chiedo che tutto ciò venga fatto entro l’autunno con uno sforzo straordinario del Consiglio, della Giunta e del Presidente anche a costo di soprassedere e rimandare a tempi migliori le pur meritate ferie.
Mi pare che i tempi drammaticamente straordinari che viviamo e la convinzione che, come molti realistici osservatori ci fanno notare, il nostro Paese sia “con le spalle al muro” ci ricordano che ciascun uomo ha le sue responsabilità e ciascuno ha un compito cui attendere; credo che il nostro compito sia oggi quello di servire le nostre imprese e le nostra comunità al meglio delle nostre possibilità e delle nostre forze.


Mario Spezia
Consigliere Camera di Commercio di Piacenza

Piacenza 27 giugno 2011


'Non le lotte e le discussioni dovevano impaurire, ma la concordia ignava e le unanimità dei consensi.' L.Einaudi

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