Sono nato a Salsomaggiore Terme (Parma) nel 1955 e risiedo a Piacenza. Sono sposato dal 1978 con Graziella.
Ho una figlia, Margherita, e una grande passione: la politica, che per me significa lavorare per costruire il futuro della nostra comunità.
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lunedì 27 gennaio 2014

Francesco Milza, Presidente di Confcooperative Emilia-Romagna: un successo per il movimento cooperativo piacentino

La sfida di Confcooperative:  «Valorizzare idee e progetti dei giovani cooperatori»
(da Libertà del 27 gennaio 2014)
Francesco Milza, 49 anni, presidente della Confcooperative di Piacenza, è vice presidente e consigliere delegato della cooperativa San Martino, nonché vice presidente e amministratore delegato della società piacentina, azienda specializzata nella logistica agroalimentare. A lui è stato affidato l'incarico di dare visione e concretezza all'azione politico sindacale del movimento cooperativo emiliano romagnolo. «Il quadro che emerge dai recenti rapporti previsionali - spiega Milza - ci spinge a dire che un lungo ciclo è giunto al termine e che dovremo ripartire da un nuovo modello di sviluppo adatto a gestire la complessità che ci attende. Esso non potrà poggiare sugli equilibri del passato, ma dovrà necessariamente tenere in considerazione aspetti quali partecipazione e condivisione e fare leva sulla messa in comune responsabile delle risorse. Necessariamente rappresenterà anche il frutto di azioni politiche che come organizzazione siamo chiamati ad esprimere ed a determinare, superando quell'accezione che ci vede spesso come soggetti di transizione o buoni per i periodi di crisi».
A questo riguardo Milza non ha dubbi e rilancia con vigore l'orgoglio della cooperazione: «Troppe volte ci hanno considerato un'economia di risulta, mentre la nostra storia, i fatti di tutti i giorni, le esperienze dei tanti altri paesi nel mondo, dimostrano come il nostro modello rappresenta una via privilegiata per poter avviare la ripresa, coinvolgendo e valorizzando le persone e generando una economia etica ed inclusiva».
I binari entro cui declinare le azioni di un nuovo sviluppo appartengono al patrimonio genetico della cooperazione stessa: integrazione, aggregazione, innovazione, formazione.
Ne sono un esempio concreto, come si diceva, le linee programmatiche che sono state di recente adottate a livello territoriale dalla Confcooperative di Piacenza e che saranno rafforzate e sviluppate nel breve-medio periodo, da un lato perseguendo processi di innovazione in nuovi ambiti di intrapresa, dall'altro investendo in programmi e progetti a favore delle persone, che delle cooperative sono allo steso tempo fulcro e volano, con una approccio di prossimità e vicinanza che si faccia carico dei bisogni dei soci e delle loro famiglie.
In tale ottica è sorto ad esempio il "sistema mutualistico" provinciale che attraverso la cooperativa di utenti Gens Coop offre piani di assistenza sanitaria integrativa per il rimborso delle spese mediche, oltre ad una serie di vantaggi e benefici derivanti da accordi e convenzioni. «Un altro modello positivo perché guarda al futuro - aggiunge Milza - è quello rappresentato da Coopworking, una cooperativa sorta con l'obiettivo di fare da incubatrice per le nuove attività imprenditoriali, in particolar modo giovanili, e per mettere in relazione competenze e risorse di professionisti con profili eterogenei ma complementari, per dare vita a idee con un elevato valore aggiunto, attraverso la condivisione di spazi e di idee». Analoghi percorsi di aggregazione sono stati individuati, e ulteriori lo saranno, in ambito agricolo con la creazione di reti imprenditoriali per la commercializzazione dei prodotti agroalimentari e nell'ambito dei servizi attraverso la creazione della vetrina della cooperative, uno spazio dedicato sul portale internet dell'associazione che raccoglie complessivamente il sistema dell'offerta di beni e servizi del mondo cooperativo. Sul fronte dell'innovazione, intesa come nuovo approccio culturale e organizzativo che salvaguardi non solo gli aspetti economici ma anche quelli valoriali e sociali del fare impresa, «il laboratorio protetto per la gestione dei servizi di manutenzione del verde del Comune di Piacenza - commenta Milza - rappresenta senz'altro un esempio significativo di innovazione etica e sostenibile a cui plaudiamo». «Affronteremo nei prossimi mesi - conclude il presidente - lo studio di nuove e più efficaci modalità di formazione in materia di sicurezza sul lavoro, proseguiremo il lavoro di ricerca e approfondimento sul tema della "blue economy" con l'individuazione di processi di trasformazione in merce redditizia di sostanze destinate al macero e proseguiremo la collaborazione con l'Università Cattolica per la realizzazione di laboratori di managerialità e con gli istituti scolastici per percorsi di educazione cooperativa e alimentare. Al nostro interno daremo voce e prospettiva alle idee e ai progetti dei giovani cooperatori valorizzando la loro grande determinazione e volontà».
«La mia recente elezione a presidente di Confcooperative Emilia Romagna è un riconoscimento non solo personale ma anche a quanto la nostra organizzazione ha saputo esprimere sul territorio piacentino attraverso la professionalità e le competenze di un intero sistema associativo locale». Sceglie un profilo in perfetto stile cooperativo, il presidente Francesco Milza per commentare il proprio recentissimo incarico alla guida di un'associazione di imprese che raggruppa quasi 1.750 cooperative con 72.000 addetti, oltre 273.000 soci e un fatturato superiore ai 12.600 milioni di euro, cui va aggiunta la raccolta delle Banche di Credito Cooperativo, con la quale raggiunge i 26.200 milioni di euro. E' la prima volta che un piacentino siede ai vertici dell'associazione regionale.

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